Normativa

Il Bonus Ristrutturazioni in edilizia: casi pratici

L’ Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti per la fruizione delle detrazioni per interventi di ristrutturazione rientranti in edilizia libera e per interventi di demolizione e ricostruzione con diversa volumetria per determinare a chi spetta.

Nel primo caso, l’ Agenzia stessa ha fornito chiarimenti per la detrazione fiscale spettante per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, con particolare riferimento ai titoli abilitativi di cui all’art. 16-bis del TUIR. tramite risposta all’interpello n. 2872019 in merito all’articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.

Il caso preso in esame verte su lavori di ristrutturazione edilizia effettuati da un contribuente per i quali il Comune, facendo riferimento alla guida fiscale “L’Agenzia informa” aggiornata al mese di febbraio 2018, in cui non sono fornite indicazioni in merito alla richiesta di titoli abilitativi, aveva affermato che non fosse necessaria effettuare alcuna comunicazione rientrando i lavori tra quelli di “edilizia libera”.

Altri enti in essere interpellari (CAAF, commercialisti) a riguardo della detrazione fiscale hanno espresso parere secondo il quale, per poter fruire della detrazione stessa sui lavori in oggetto (realizzazione e miglioramento dei servizi igienici), il contribuente avrebbe dovuto presentare la CILA (comunicazione inizio dei lavori asseverata da un tecnico).

Nel rispondere all’interpellante, le Entrate richiamano due documenti interni:

  1. circolare n. 57/1998;
  2. circolare n. 13/E/2019, che conferma la precedente.

che riportano la nozione di ciascuna categoria di intervento oggetto delle detrazioni in argomento e un elenco esemplificativo e non esaustivo dei lavori ammissibili, con particolare riguardo alla distinzione tra interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria.

Nella circolare di quest’anno viene confermato che solo nel caso in cui la normativa edilizia non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolati dalla normativa fiscale, il contribuente che ha sostenuto le spese, con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. n. 445 del 2000, indica la data di inizio dei lavori ed attesta la circostanza che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili.

Viene poi ricordato che il decreto legislativo n. 222/2016 ha effettuato un riordino ed un ampliamento della categoria degli interventi soggetti ad attività completamente libera.
Nella Tabella “A”, Sezione II – Edilizia, la norma riporta, in corrispondenza del lavoro da eseguire, la procedura richiesta e il titolo edilizio necessario.

Con riferimento ai lavori effettuati dall’interpellante di realizzazione e di miglioramento dei servizi igienici, le Entrate confermano che si tratta di interventi di manutenzione straordinaria ammessi alla detrazione ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), del TUIR.
Per la qualificazione dell’intervento dal punto di vista edilizio e urbanistico le Entrate rimandano però ad apposite valutazioni di natura tecnica al Comune o ad altro ente territoriale competente in materia edilizia ed urbanistica.
Essendosi in questo caso il Comune espressosi in merito come già riportato, praticamente l'utente ha ottemperato alle disposizioni di legge vigenti nel suo compartimento.

Nel secondo caso, relativo ad interventi di demolizione e ricostruzione con diversa volumetria per determinare i casi in cui si può fruire del Bonus Edilizia, l’Agenzia delle Entrate specifica che la situazione cambia in caso di interventi su beni vincolati.

 


Fonti: PMI.It /